Ridurre il debito pubblico a partire dal 2011. E' la richiesta avanzata al Giappone dal Fondo Monetario Internazionale, lo scorso 19 maggio, in un rapporto diffuso al termine di consultazioni con rappresentanti del governo e del mondo economico.
Secondo l'FMI l'economia giapponese sta acquistando forza, ma resta fortemente vulnerabile. Su tutto, preoccupano i rilevanti disavanzi di bilancio che hanno spinto il debito pubblico a livelli senza precedenti. Il debito pubblico netto di Tokyo ammonta attualmente a circa il 122 per cento del PIL (227 per cento in termini lordi): il più alto tra le economie avanzate.
L’FMI si attende una crescita del Pil pari a circa il 2,0 per cento nel 2010 e 2011. Una ripresa che – come si legge nel rapporto dell’FMI - offre l'opportunità di iniziare il risanamento di bilancio nel 2011 e ridurre al minimo i rischi di una potenziale perdita di fiducia.
Il 2011 deve dunque coincidere con l'attuazione di politiche volte a stimolare la crescita e combattere la deflazione. L'auspicato pacchetto di riforme dovrebbe contenere, secondo gli indirizzi del Fondo Monetario Internazionale, un aumento dell’imposta sui consumi. Si tratta di un provvedimento considerato necessario per ristabilire la sostenibilità di bilancio e in grado di generare il 4-5 per cento delle entrate. Una misura che potrebbe essere combinata con una riduzione di deduzioni personali sul reddito e una riforma delle imposte sulle società per stimolare gli investimenti interni.
Tra gli indirizzi che arrivano al governo giapponese, inoltre, quello di puntare al contenimento della crescita della spesa pubblica anche attraverso una riforma dei diritti pensionistici in linea con l'aumento della vita media.
Stando alle stime dell'FMI l'aggiustamento fiscale potrebbe attenuare la crescita nel breve termine (di circa ⅓ punto percentuale all'anno), ma portare a una più rapida crescita nel medio termine, specie se accompagnato da riforme per aumentare l'aumento della concorrenza e la produttività. Su questo versante il rapporto FMI suggerisce di avviare una stagione di deregolamentazione e liberalizzazione del mercato (in particolare nella sanità, assistenza all'infanzia, e dei servizi) per dare un impulso alla produttività e fare del Giappone una destinazione più attraente per gli investimenti esteri.
Il governo giapponese ha riconosciuto l'importanza del risanamento dei conti pubblici e si prepara a rilasciare una nuova "strategia di bilancio", in giugno.