Le case automobilistiche giapponesi preferiscono la Thailandia all'India come hub per la produzione di autovetture di piccole dimensioni.
Il Governo Thailandese sta offrendo agevolazioni fiscali per ottenere capitali stranieri che prevedono una riduzione del 50 per cento delle accise, nessuna imposta sul reddito per 8 anni e le importazioni di macchinari esenti da dazi, per quei produttori che avviano Eco Car ptojects in Thailandia. La tematica ecologica è di interesse per molte aziende del settore che ne hanno individuato il potenziale economico.
Al programma Thailandese si sono interessate le principali case automobilistiche giapponesi: Toyota, Honda, Suzuki, Mitsubishi e Nissan. Caso emblematico è quello della Nissan, la quale ha trasferito la produzione delle sue vetture in Thailandia, prevedendo di investire 183 milioni dollari per fare della Thailandia il proprio centro di produzione di vetture compatte. Il progetto di Nissan vuol coinvolgere oltre 160 paesi con la previsione di riuscire a collocare circa 1 milione di unità all'anno.
Un progetto che richiede un attento studio dei costi: la nuova Micra e i modelli che ne deriveranno, infatti, non verranno costruiti nei principali siti di produzione – Giappone, Stati Uniti ed Inghilterra – ma in Thailandia, India e Cina, che saranno allo stesso tempo sia mercati di riferimento che paesi vantaggiosi dal punto di vista dei costi di produzione. Questo piano di "delocalizzazione" è stato confermato da Toshiyuki Shiga, Chief Operating Officer di Nissan, il quale ha aggiunto che la nuova Micra sarà assemblata in Cina nella seconda parte dell'anno. L’India verrà invece utilizzata per produzioni che richiedono tempi di consegna più lunghi. Anche le altre case automobilistiche giapponesi stanno approfittando del sostegno economico garantito dal Governo di Bangkok.
Honda, ad esempio, ha già investito circa 220 milioni dollari in impianti di produzione di auto in Thailandia con l'obiettivo di esportare in Europa e Asia. Per quanto riguarda l'India, la società si concentrerà invece sul vasto mercato interno. Suzuki punta a lanciare la Swift in Thailandia, mentre Mitsubishi sta lavorando su una vettura di qualità ecologica che potrebbe anche entrare in India tramite un'alleanza con PSA Peugeot Citroen.
L'opportunità di patti di libero scambio, l'appoggio del Giappone,e un eco-car Projects apprezzato da molti paesi dell'ASEAN (Association of South-East Asian Nations) ha permesso alla Thailandia di salire nella classifica di gradimento come hub di produzione per utilitarie a discapito dell'India, nonostante quest'ultima continui ad offrire uno dei migliori mix di costi e qualità.