" Se Napoli fosse un prodotto inizierei con il cambiargli nome ". Ecco come si potrebbe riposizionare la città partenopea secondo Claudio Agrelli.
“Un giorno una giornalista mi chiese quale rimedio avrebbe suggerito un pubblicitario per cancellare l’immagine di sporcizia e di caos di cui Napoli godeva nel resto d’Italia e del mondo. Risposi che quando un prodotto non funziona bisogna ripartire da zero, a cominciare dal nome”. Parola di Claudio Agrelli, fondatore e promotore di Città di Partenope, comunità virtuosa (e virtuale) abitata da persone reali, che a fine ottobre è stato a Tokyo per promuovere l’iniziativa “Partenope in Giappone”, con una lecture all’Università Sebigakuen e la realizzazione di un video reportage per sensibilizzare i napoletani e contribuire alla migliore pulizia della città. “Napoli è una città simbolo dell’Italia, è la città delle virtù e dei difetti italiani portati all’eccesso” - ci ha raccontato Agrelli - “Chi è straniero pensa dell’Italia le stesse cose che gli altri italiani pensano dei napoletani”. Qual è lo spirito che vi ha condotti qui? “Promuovere un concetto di sana condotta etica, di legalità, di senso civico e di responsabilità”. Come definire dunque “Città di Partenope”? “E’ il nome perfetto di un’idea. Partenope significa diversità e discendenza da una civiltà antica. Città di Partenope è un’identità, un vestito messo addosso a un sentimento”.